Alle 15,55 si sono dati appuntamento in piazza San Simeone, al centro di Roma. la stessa piazza dove il 25 aprile Fabio Cavaggion, maestro e orchestrale senza lavoro è stato multato dai vigili del Comune di Roma per aver suonato una Suite di Bach cinque minuti prima dell’orario previsto dal Campidoglio.

In cento. Cento violoncellisti capitanati dal maestro Giovanni Sollima che da stasera saranno al Valle Occupato per tre giorni e che il Primo Maggio saliranno sul palco del Concertone organizzato dai sindacati.

Un gesto semplice, poetico e rivoluzionario per ribadire la solidarietà del mondo della musica e della cultura al maestro disoccupato la cui storia è stata raccontata dall’Unità. La piazza si è riempita di  orchestrali e, col passare dei minuti, è stata presa d’assalto da appassionati e curiosi. La bellezza, in fondo, è un attimo. Un suono. Una catena di archetti che vibra all’unisono.

In prima fila Fabio Cavaggion, il maestro “busker” che con gli altri ha suonato Bach, proprio come nel pomeriggio del 25 aprile quando da dietro una fontana apparve un vigile a fargli presente che il suo permesso per suonare durava due ore esatte, dalle 16 alle 18. E che aveva sforato, si era concesso il lusso di 5 minuti in più. Multa da 50 euro per chi raccoglie solo monetine e sorrisi, quando va bene, ma regala un po’ di poesia a una città tanto difficile. E rumorosa, distante, col fiato corto.

Cento e uno violoncelli in piazza San Simeone. Come a dire: “Ora multateteci tutti”. La gente ha applaudito forte, il concerto imprevisto non ha avuto imprevisti. La sorpresa, semmai, è il seguito. Fabio è stato invitato da Sollima sul palco del Primo Maggio. Proprio lui, lavoratore dell’arte senza lavoro, simbolo suo malgrado. Che ora sorride: “Non mi aspettavo tanta solidarietà. Permettetemi di ricordare i tanti orchestrali a spasso, precari, che suonano in strada”.

Piccoli miracoli romani in questo aprile che sembra estate piena. Piccole storie, e un po’ di bellezza finalmente. Che ci fa bene al cuore. ci dà speranza. Come diceva Brecht, come il Valle Occupato ricorda “Quando l’ingiustizia diventa legge, la resistenza diventa dovere”.

Accadeva che un musicista venisse multato il 25 aprile.

da “L’Unità” articolo di Di Daniela Amenta del 29 aprile 2013

 

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