Dal 22 al 26 luglio, Loano tornerà ad essere la capitale della musica popolare italiana.

Per cinque giorni, il cuore della città si trasformerà nel grande palcoscenico del Premio Nazionale Città di Loano per la musica tradizionale italiana.

Il festival sarà anche quest’anno un viaggio alla scoperta delle tante espressioni musicali che animano la realtà culturale italiana, un itinerario che percorre il paese dal Nord al Sud, mostrando come la musica tradizionale sia stata recuperata e reinterpretata.

I concerti sul lungomare, alle ore 21.30, prenderanno il via con gli Uribà & Dopu Cena che insieme all’Orchestra Bailam e la Compagnia di Canto Trallallero (22 luglio) racconteranno del ponte ideale tra Genova, la riviera di ponente e la Corsica e tra il capoluogo ligure e il vecchio quartiere genovese di Costantinopoli.

Il 23 luglio, il viaggio proseguirà nel Mediterraneo con Raiz e il gruppo barese Radicanto che insieme offriranno un universo sonoro capace di intrecciare la tradizione greco-salentina e il canto sefardita, la canzone napoletana e il fado portoghese, i ritmi nordafricani e quelli mediorientali e asiatici. Ad aprire la serata sarà l’esibizione di Alfio Antico, che riceverà il Premio alla Carriera 2013.

L’artista siciliano Mario Incudine, a cui sarà consegnato il Premio miglior album 2012 per il disco “Italia talìa” (Emarcy, 2012), si affiderà alla lingua siciliana (non senza lasciare spazio anche a quella italiana) per rivolgersi al suo pubblico e raccontare – in un incontro di luci e ombre – storie del nostro tempo (24 luglio).

Il 25 luglio il festival si sposterà in piazza Rocca, dove si svolgerà la festa da ballo. La serata offrirà un’importante occasione di confronto tra la musica e la cultura sarda, suonata dal duo Gilberto Cominu e Bruno Loi, e la musica da ballo romagnola di Secondo Casadei, reinterpretata dal gruppo Secondo a Nessuno.

Alla Sardegna sarà dedicato anche lo stage di danze popolari, condotto dall’insegnate Lucio Atzei, che si svolgerà dal 23 al 25 luglio.

Il programma del festival sarà arricchito, anche quest’anno, dall’iniziativa pomeridiana (ore 18.30 – Giardini Nassiriya) il “Premio Incontra…”, organizzata in collaborazione con etichette, artisti, giornalisti ed operatori culturali che saranno a Loano per promuovere i loro progetti.

Il 22 luglio il gruppo AlberKant e l’Associazione Cantovivo, insieme a Ciro De Rosa daranno vita ad un omaggio al ricercatore e musicista Alberto Cesa.

Gli appuntamenti pomeridiani proseguiranno il 23 luglio in compagnia di Paolo Jannacci, Osvaldo Ardenghi e John Vignola, che ricorderanno la canzone in dialetto milanese di un grande e indimenticato personaggi come Enzo Jannacci.

“Quellodelcantastorie” è il titolo dell’incontro (24 luglio) e del volume dedicato ai cantastorie. A parlare del ricco patrimonio artistico italiano saranno l’autore del libro Giorgio Vezzani, i cantastorie Giampaolo e Agnese Pesce, il raccontastorie Gianni Gili e il giornalista Enrico de Angelis.

Il 25 luglio, la speciale tappa nella cultura sarda si arricchirà con l’incontro dedicato all’Enciclopedia della Musica Sarda. La presentazione sarà affidata a Marco Lutzu curatore insieme a Francesco Casu  dell’intera opera, composta da sedici volumi e altrettanti dvd. I musicisti Gilberto Cominu e Bruno Loi accompagneranno con i loro strumenti il viaggio nella musica Sarda.  A condurre l’incontro sarà Ciro De Rosa.

Il 26 luglio, l’incontro pomeridiano sarà dedicato al Circolo Gianni Bosio.  Insieme a Omerita Ranalli ed Enrico Grammaroli sarà ripercorsa la storia di uno dei più importanti centri di documentazione sulla cultura popolare italiana e si entrerà nel vivo di alcune delle ultime ricerche.

Il Circolo Gianni Bosio riceverà la sera, sul palco del Giardino del Principe il Premio Realtà Culturale 2013.

Il festival si chiuderà il 26 luglio con un evento di alta rilevanza culturale, la produzione “Vinicio Capossela presenta La Banda della Posta – Musica per sposalizi”.

Il progetto, firmato proprio da Capossela, affonda le radici in uno dei riti più festosi: lo sposalizio, che è stato il corpo, il pane e il mattone fondante della comunità e che veniva consumato adeguatamente con il cibo e con la musica.

La musica che accompagnava il rito era umile, da ballo, adatta ad alleggerire le cannazze di maccheroni e a “sponzare” le camicie bianche, che finivano madide e inzuppate, come i cristiani che le indossavano.  

Un repertorio di mazurke, polke, valzer, passo doppio, tango, tarantella, quadriglia e foxtrot, che era in fondo comune nell’Italia degli anni ’50/’60, e che si è codificato come una specie di classico del genere in un periodo nel quale lo “sposalizio” è stato la principale occasione di musica, incontro e ballo.

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